Dress ecode

Moda e sostenibilità: Arianna ci parla di Dress Ecode

Quando il lavoro e la missione di vita si intrecciano possono nascere personalità, progetti e idee davvero incredibili.

Abbiamo avuto l’opportunità di fare quattro chiacchiere con Arianna, fondatrice di Dress Ecode, un progetto dedicato alle persone che vogliono adottare uno stile di vita più consapevole con un focus sulla moda e l’abbigliamento.

Arianna è anche un’attivista che aiuta a pulire gli ambienti dalla plastica e un’inarrestabile studentessa.

Sono sicura che troverai molta ispirazione dalla sue parole. Buona lettura!

Parliamo di business

Chi sei e di cosa ti occupi?

Sono Arianna, fondatrice di Dress Ecode,  e ho un desiderio: aiutare a salvare il pianeta, rispettando le persone, gli animali e la natura

Dopo anni di  esperienza come consulente manageriale, principalmente per HR manager in grandi multinazionali, ho deciso di unire l’interesse per le persone alla cura per l’ambiente, iniziando un nuovo percorso nella sostenibilità.

Sto provando a realizzare il sogno di far coincidere valori e obiettivi personali e professionali, dedicandomi a tempo pieno ad aiutare a salvare il pianeta.

Prima di fare questo passo,  mi sono impegnata a conoscere al meglio il mondo della sostenibilità, focalizzandomi soprattutto sul settore della moda. Ho seguito molti corsi sulla moda e sulla sostenibilità soprattutto all’estero e on line. 

Quando ho iniziato, si parlava ancora poco di moda sostenibile in Italia.

Con  il corso Sustainable Business Strategy di Harvard Business School, mi sono convinta ancora di più che questa sia la strada giusta perché è possibile – e necessario – gestire attività in modo sostenibile.

Ho imparato le possibilità concrete di realizzare vestiti nel rispetto di persone e ambiente anche grazie al corso Sustainable Fashion Design al London College of Fashion.

Mi piace approfondire le conoscenze sull’ecofashion design.

Al momento sto studiando per l’MBA: sono tornata a dare esami dopo tanti anni talmente è forte la motivazione a cambiare questo settore!

Partecipo a campagne sociale e ambientali e mi dedico alla pulizia degli ambienti naturali dai rifiuti.

Ho partecipato alla spedizione Plastic Whale Heritage, per la pulizia delle coste norvegesi e incontro gli studenti nelle scuole raccontando la storia della balena con la plastica per accrescere consapevolezza sull’impatto ambientale dei nostri rifiuti.

Cerco di seguire uno stile di vita green e sano, nel rispetto delle persone e dell’ambiente. 

Come e perché è nata la tua attività?

Il progetto Dress Ecode è nato per aiutare chi vuole adottare uno stile di vita più attento alle persone e all’ambiente, sia in ambito privato sia professionale, attraverso la diffusione di informazioni, la formazione e la consulenza ad aziende, brand e artigiani.

È nato nel 2018, come raccontavo prima dalla volontà di dedicare anche il mio lavoro alla missione di aiutare a salvare il pianeta.

Al ritorno dalla spedizione in Norvegia del 2018, ho sentito che volevo  fare di più, più attivamente. È stata un’esperienza molto forte, sia fisicamente sia psicologicamente.

Ho realizzato cosa stiamo facendo all’ambiente e deciso di mettere tutte le energie per fermare dinamiche produttive e di consumo con conseguenze negative sulla natura e sulle persone.

Così in un momento di difficoltà della famiglia, in cui ci siamo trovati riuniti,  ho iniziato questa avventura.

Quali benefici porta il tuo business al pianeta (a persone, animali, ambiente, …)?

Sono due le aree in cui cerchiamo di migliorare la vita sul pianeta, sotto tutt’e tre gli aspetti (persone, animali e ambiente).

  1. l’informazione. Desideriamo essere una fonte di informazione slow, indipendente e affidabile  per dare indicazioni appropriate e oggettive su come intraprendere un percorso verso la sostenibilità, con un focus sull’abbigliamento. Siamo convinti che conoscere consenta di acquisire consapevolezza, per agire con maggiore responsabilità per un mondo migliore. Abbiamo anche un canale podcast, dove ascoltare gli articoli e alcune interviste live. Organizziamo corsi, workshop e presentazioni per spiegare l’impatto dell’industria della moda e proporre suggerimenti su come vestire e realizzare vestiti in modo più sostenibile. Facciamo inoltre conoscere brand e attività impegnati nella sostenibilità, presentandoli nei nostri articoli o coinvolgendoli in iniziative dedicate. Ci teniamo in particolare a supportare le attività più piccole, che spesso incontrano maggiori ostacoli nell’aumentare la loro visibilità.
  2. La consulenza. Aiutiamo brand, aziende e attività a creare in modo più sostenibile e a comunicare l’impegno green ed etico. Desideriamo diffondere un modello di business etico e sostenibile dal punto di vista sociale, ambientale ed economico, in particolare nel settore della moda promuovendo modalità di business alternative a quelle del fast fashion. Abbiamo a cuore le realtà più piccole, che spesso hanno difficoltà ad accedere a strumenti e conoscenze manageriali. Destiniamo una parte delle entrate annuali per sostenere cause sociali e/o ambientali e l’attività di informazione.

Che ruolo gioca la comunicazione online nella tua attività?

Nonostante miriamo a creare una comunità reale di persone attente al tema della sostenibilità, in particolare nella moda, soprattutto in questo momento i canali online sono fondamentali.  Dress Ecode News è proprio basato sulla comunicazione online, via sito e social media.

Quali sono le più grandi sfide che hai affrontato e come le hai vinte?

Potrei raccontare tante sfide nell’esperienza lavorativa precedente a Dress Ecode.

Se vogliamo concentrarci sul progetto, posso dire che in realtà questo è il momento delle sfide maggiori.

La prima è stata quella di portarlo avanti in parallelo all’impegnativo lavoro precedente. Sono riuscita con tanta forza volontà e determinazione: sveglia all’alba per studiare, scrivere, pubblicare prima di iniziare a lavorare, serate e week-end a creare, intervistare, editare.

Da poco me ne occupo a tempo pieno e le sfide sono tante, come quella di riuscire a far conoscere il progetto, il suo valore e la sua unicità di essere una fonte di informazioni e un punto di riferimento attendibile e indipendente sulla moda sostenibile.

È una sfida iniziare un nuovo ambito di consulenza, dopo anni dedicati a un altro contesto.

E ora è una sfida studiare in parallelo per l’MBA in Sustainable Fashion Management. Ancora non posso dire di averle superate.

Qual è secondo te l’elemento più importante per il successo di un business etico e sostenibile?

L’impegno sincero, reale, onesto incanalato nella direzione più appropriata per raggiungere l’obiettivo di etica e sostenibilità.

Diventerà sempre più rilevante per le persone la scelta di business sinceri, accettando sempre meno un superficiale (o in alcuni casi non genuino) interesse per queste tematiche.

Poi è arrivato il Covid-19

Che impatto ha avuto il covid-19 (e i conseguenti lockdown) sul tuo business e sul tuo mercato in generale?

Il primo impatto è stato quello sui corsi, i workshop, le presentazioni: tutti gli incontri dal vivo ci consentivano di far vivere nella pratica l’esperienza di ecofashion designer o di coinvolgere le persone in iniziative come gli eco swap party o gli incontri nelle scuole (che mi mancano molto).

Un’altra conseguenza è la trasformazione della modalità di incontro dei brand per i progetti di consulenza: le comunicazioni sono per forza online.

Il clima di preoccupazione e sfiducia inoltre spinge inoltre molti business a tagliare alcuni costi, come quello della consulenza, rendendo più difficile la vendita di progetti.

Noto un interesse crescente verso l’adozione di pratiche più sostenibili e la loro comunicazione, ma anche una propensione a voler andare in questa direzione senza affidarsi a esperti o persone competenti, sottovalutando un po’ la complessità del tema e volendo risparmiare.

La sfida è far percepire l’importanza di produrre e comunicare al meglio in modo sostenibile: non è un costo ma un investimento.

Come ti stai preparando per il futuro?

Viste le difficoltà del momento, ho deciso di approfittarne per tornare sui libri e approfondire le competenze grazie all’MBA dedicato al Sustainable Fashion Management.

In questo modo potrò essere ancora di più di supporto ai business, portando conoscenze manageriali anche a piccole e medie attività.

Inoltre, sto spostando on line alcune attività che prima svolgevo in presenza e attivando collaborazioni. Perché in contesti difficili la via d’uscita migliore è il supporto reciproco

Stiamo  preparando servizi e iniziative per i brand, anche per avviare progetti di consulenza.

E infine continuo a coltivare la creatività per proporre idee sempre nuove a chi ci segue.

Personale

Da quanti anni svolgi questa professione?

Ho 20 anni di esperienza lavorativa come consulente manageriale.

Questo lavoro nella sostenibilità invece è iniziato con il progetto Dress Ecode nel 2018 e, come raccontavo prima, solo dalla fine di ottobre del 2020 ho iniziato a dedicarmi a tempo pieno alla parte di consulenza all’interno del progetto.

Raccontaci un fallimento

Forse le collaborazioni in questo mondo della sostenibilità, sono poche quelle che sono riuscita a scegliere bene in modo che portassero valore a entrambe le parti, con relazioni di stima e sostegno reciproco.

L’altro fallimento forse è il gruppo di Facebook, non riesco a farlo partire, interagire, anche perché il tempo è quello che è e sono più concentrata su attività di studio e informazione. Ma vedremo di trovare il modo di renderlo più attivo, anche perché è un luogo sicuro, dove poter scambiare opinioni in tutta tranquillità senza essere aggrediti.

Se dovessi fare tutto da capo, c’è qualcosa che avresti fatto diversamente?

 Riguardo alle collaborazioni, le sceglierei dandomi più tempo per conoscere prima le persone e la realtà, senza buttarmi a capofitto dando fiducia subito a tutti e dicendo sì.

Riguardo al gruppo, forse avrei chiesto subito aiuto a qualcuno per seguirlo più assiduamente.

Se la domanda vale in generale, una cosa avrei fatto diversamente: avrei iniziato molto prima questo progetto e altri!

Qual è la cosa più importante che hai imparato come professionista?

A dare valore alle persone e a ciò che si fa per loro: qualsiasi sia il prodotto che realizziamo, l’output, il servizio che offriamo ciò che conta è che sia fatto al meglio, con il nostro massimo impegno e soprattutto con etica. Sempre.

Obiettivi

Cos’è il successo per te?

È il raggiungimento dei traguardi personali e professionali, nel rispetto delle altre persone, degli animali e dell’ambiente.

Su una scala da 1 a 10 quanto sei contenta del tuo lavoro ?

Ora posso dire 8 e ½  pensando alla scelta! Non dico 10 perché la felicità sarebbe renderlo anche una fonte di sostentamento e in questa fase è ancora un investimento.

Che progetti hai per il futuro?

Sarebbe un lungo elenco scriverli tutti! Ne ho tanti in mente, in particolare due ma sono una sorpresa (ve li racconterò).

Sicuramente vorrei far crescere l’area della consulenza da poco avviata, in modo che:

  • possa essere utile, innovativa e di qualità;
  • possa aiutare a creare realtà che producono, vendono, offrono servizi a farlo in modo etico e sostenibile;
  • possa dare lavoro a tante persone.

E poi ho in mente  di tornare nelle scuole per parlare di moda sostenibile, con un progetto speciale dedicato.

Inoltre, sto spostando on line alcune attività che prima svolgevo in presenza (abbiamo lanciato un corso) e sto attivando collaborazioni.

Tra i tanti progetti ne ho anche come attivista. Appena si potrà vorrei ricominciare con gli eventi e le spedizioni per sensibilizzare sui temi ambientali. Tornerò in Norvegia per iniziare!

Tutti progetti collegati alla missione di aiutare a salvare il pianeta.

Noi ti definiamo un Eroe del pianeta. Ti rispecchi in questa definizione?

Arrossisco davanti alla parola eroe, perché non faccio altro che agire secondo ciò che ora è necessario per consentire ad altre persone, agli animali e all’ambiente ora e in futuro di vivere armoniosamente e in abbondanza di risorse.

Mi rispecchio negli 8 punti che descrivete, o meglio mi impegno in quegli 8 punti.

Vuoi lasciare un messaggio a chi aspira a diventare un Eroe del pianeta?

Sì. Di riflettere prima se è davvero ciò che vuoi essere.

Senti  dal profondo del tuo cuore etica, attenzione agli altri, desiderio di risolvere problemi sociali o ambientali? Sei disposto a dedicarti a questi obiettivi? Ti senti pronto a non scendere a compromessi tenendo come riferimento la missione finale a beneficio di tante persone, non dei tuoi interessi personali? 

Perché la vita dell’Eroe del pianeta non è tutta rosa e fiori e avrai bisogno di molta motivazione. E perchè se non aspiri  sinceramente a esserlo con cuore e anima le persone nel lungo termine se ne accorgeranno! In questo caso ti consiglio di immergerti nella natura o in contesti dove emergono problemi sociali, per acquisire sensibilità e motivazione per una causa che senti davvero.

Se invece percepisci  già dentro di te l’ardore per migliorare la vita su questo pianeta e hai risposto di sì alle domande, allora inizia con il primo passo, chiedi consiglio a chi è già nel percorso… e non ti arrendere mai guardando dritto al risultato che vuoi portare nel mondo!

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Giulia
Giulia
Scrivo, divoro salsette vegane e parlo per lo più di marketing e di cani. Il mio super potere? Riuscire a fare tutte queste cose contemporaneamente :-)

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